LIBRI/Civiltà nella neve

Una minuscola, libera biblioteca in mezzo alle desolate, innevate lande canadesi.
Si prende un solo libro alla volta, lo si legge (mi verrebbe da scrivere “lo si gusta”) e lo si rimette a posto. Periodicamente, passa il bibliotecario magico e fa il cambio dei libri. Immagine
Che livello di educazione e senso civico ci vuole per prendere un libro, trattarlo bene e rimetterlo a posto nei tempi previsti? Quanto amore per la cultura?
Sono tante le forme di amore. Leggere un libro è una forma di amore. Verso se stessi. Ancor di più verso gli altri. Quando qualcuno mi legge qualcosa mi sta regalando il suo tempo, la sua voce, il suo impegno, mi sta regalando emozioni e riflessioni, un momento di vita a misura d’uomo. Mi sta regalando un frammento di se stesso.

E’ un grande dono. E più grande ancora quando lo si fa ad un bambino.
Quando leggiamo ad un bambino, non ce ne rendiamo conto ma non stiamo soltanto facendo passare il tempo in modo piacevole: gli stiamo costruendo una vita in cui saprà gestire in modo più pieno ed equilibrato le sue emozioni, i rapporti con le persone, i luoghi e gli oggetti con cui verrà in contatto. Senza saperlo, stiamo allontanando da lui la possibilità che diventi un individualista sterile, troppo chiuso in se stesso o troppo preso dai suoi interessi particolaristici.

Quando ero piccola nessuno mi ha mai letto un libro, ma avevo una nonna sulle cui ginocchia mi accoccolavo per ascoltare dalla sua voce fiabe, storie di famiglia, storie di paese, vicende in cui si mescolava la Grande Storia (la 2^ guerra mondiale) con la quotidianità familiare. Risultato: dal momento in cui ho imparato a leggere, nessuno ha mai avuto bisogno di dirmi “ma perché non leggi qualcosa?”. Anzi, ricordo a volte la mamma che, chiamandomi per la cena, mi apostrofava “ma stai ancora leggendo?”
Beh, lasciate che vi dica una cosa: a 43 anni suonati una piccola esperienza di vita l’ho anch’io, momenti felici e momenti tristi, ma una cosa che non conosco e, ne sono convinta, non conoscerò mai è la solitudine, grazie a quei piccoli oggetti di carta chiusi in una cassettina in mezzo alla neve.
Se ci avanza un po’ di tempo libero, pensiamoci bene, esistono le sale giochi, il cinema, il parco giochi (importantissimo!), lo sport, ma esistono anche le biblioteche!
Quando dobbiamo fare un regalo ad un amico, ad un figlio, ad un genitore, pensiamoci bene. Se decidiamo di regalare un libro, non stiamo regalando solo dei fogli di carta su cui qualcuno ha scritto qualcosa!

Paola Raggi

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2 comments

  1. draga862013Carmela · marzo 22, 2013

    Posso essere sincera, fino in fondo? Sono una che legge poco… Libri dico… Ne comincio tre, quattro alla volta, ma non riesco a finirne neanche uno (o quasi)! E il bello (si fa per dire) è che sento dentro di me tutto il rammarico per non riuscire a “trovare il tempo” da dedicare alla lettura! Già, basta volerlo direte voi… Appunto! Leggere per me equivale a (tenetevi forte) “buttare via il tempo”! No, fermatevi vi prego! Lo so che è una “bestemmia”! Certo ho avuto genitori (come tanti) che non mi incoraggiavano a leggere (impara un mestiere era il rafrain)! ma non mi sembra corretto dare colpe ad altri. Semplicemente: faccio altro, mille cose se vogliamo, ma leggere poco, troppo poco. Per fortuna ho dovuto farlo “di mestiere” e così, anche se “forzosamente”, il mio “cosiddetto “bagaglio culturale” può essere definito “nella media”. Ma quanto invidio coloro che, con un libro in mano, volano, navigano, camminano… da soli o in compagnia, sulla terra o sulla luna, in Africa o ai Poli, nel passato nel presente o nel futuro! Che magia! E allora direte: fallo anche tu! ma vi ricordate il mio punto debole? Per me leggere=perdere tempo… Ed ecco che, come per magia, il fato mi viene di nuovo in soccorso: finita l’esperienza professionale, con InstabilMente-contaminazioni d’Arte avrò ancora la possibilità di “leggere con uno scopo”: non per me stessa, ma per gli altri, piccoli e grandi! Ed è BELLISSIMO! Qualcosa di magico accade quando leggo ad alta voce: la storia prende vita attraverso quel filo sottile, ma robusto, che si crea tra la mia voce e le emozioni che traspaiono dagli occhi di chi mi ascolta in uno scambio intensissimo!
    E qui mi sento di rivolgervi un invito: provate a leggere ad alta voce a qualcuno che abbia voglia di ascoltarvi; sarà bellissimo, per voi e per chi vi sta davanti: il vostro bambino, vostro marito o vostra moglie, o persone che non conoscete! Come? Non vi sentite all’altezza… Normale, ma non demordete: si può sempre imparare! Un’esperienza straordinaria: garantito!

    • Barbara Favaro · marzo 22, 2013

      La nostra splendida Carmela… 🙂 🙂 🙂
      (Barbara)

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