La Bellezza di Vincenzo Vasi, il mago del suono.

Potrebbe sembrare l’eroe imprevedibile catapultato fuori dalle pagine di un romanzo di Dino Buzzati o un personaggio stravagante emerso dalle pagine di Alessandro Baricco, il volto che vi voglio presentare oggi. Invece, contrariamente ad ogni impressione che potrete farvi sul suo conto, quest’uomo esiste davvero e con la sua opera contribuisce a diffondere la Bellezza nel mondo. Benvenuti come sempre, naviganti del web, a bordo della nostra escursione dedicata alla Bellezza che popola quest’angolo di universo.

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La creatura che vedete in foto risponde al nome di Vincenzo Vasi e concentra in una persona sola l’animo di cantante, polistrumentista, compositore di musica elettronica, pop e surreale. Probabilmente lo avrete già conosciuto a fianco di un noto paroliere che onora la nostra penisola, il cui nome è già comparso sulle pagine del nostro blog. (Ricordate? Proprio a questo riguardo): Vinicio Capossela. Leggete un po’ com’è solito annunciarlo ai suoi concerti:

Suonatore di voce umana, di voce emulata, virtuoso del Theremin, della marimba, del vibrafono, del basso elettrico, delle percussioni, Vincenzo Vasi è un uomo banda, banda larga, in grado di sintonizzarsi con gli spiriti che attraversano la notte, e con gli Anunnaki da cui discende, gli extraterrestri del libro perduto di Enki. Ci è stato lasciato in dono per sintonizzarci con le onde più profonde della vita, per rinnovare la gioia della creazione spontanea, della musica dell’intuito.

Ma andiamo con calma: che caspita è il Theremin?
Niente paura, non è un suono proveniente dal futuro che non avete mai ascoltato: alzino la mano quanti non hanno mai sentito l’inno generazionale Whole lotta love, dei Led Zeppelin, o l’album Pet Sounds dei Beach Boys. Pur non vedendovi, posso indovinare che le mani alzate siano davvero poche. Perché nonostante non sia uno strumento dalla popolarità paragonabile a quella di una chitarra o di una batteria, il theremin è comunque uno strumento che ci è familiare: compariva negli anni ’60 nelle colonne sonore dei film dell’orrore, proprio grazie alla sua grande capacità di evocazione.

Ma come funziona questo strumento bizzarro? Senza entrare troppo nell’aspetto tecnico, sappiamo che il suo funzionamento è dato dalla frequenza generata da due oscillatori, che spediscono il segnale sonoro a un altoparlante, che a sua volta lo invia al diffusore, che crea così il suono. Senza toccare lo strumento, quindi – quasi accarezzandolo – è possibile ottenere uno spettro vasto di suoni che vanno dallo spettrale al beat dell’elettronica. Ma perché non farcelo raccontare dal virtuoso in questione?

Non appena si cominciò a diffonderne l’uso, furono molte le reazioni da parte di musicisti e addetti ai lavori. Ci fu un commento, più di tutti, che credo riassuma la Bellezza dell’uso di questo strumento e di chi è capace di giocarci (proprio come il verbo inglese ricorda, To play): quello del tenore Leo Slezak.

Si pensa al miracolo quando si guarda un uomo afferrare vagamente l’aria ed evocare dal nulla note di una bellezza e di uno splendore senza precedenti, come nessun altro strumento esistente è in grado di produrre. 

Ma torniamo per un attimo al nostro mago del suono e diamo un’occhiata alla sua carriera: è attivo sin dagli anni ’90 nel vasto oceano della musica di ricerca (ne ricordiamo due opere per importanza: Musica nel buio ed Eva Kant), in cui era solito partecipare a festival internazionali portando la sua idea di combinazione creativa di arti quali teatro e installazione sonora. Ma l’incontro dell’eroe di Hamelin con lo strumento magico avvenne solo nel 1998 e fu subito amore, un colpo di fulmine che li avvrebbe avvicinati molto più di quanto sia possibile esprimere. Ne è la riprova il lavoro Etherguys, in cui l’intento è di sollevare il theremin dal ruolo affibiatogli di strumento per effetti sonori avvicinandolo maggiormente alla ricerca di una vasta, infinita gamma di suoni da esplorare, ritmi da riprodurre, timbriche da riportare a galla.

Come anticipato, attualmente Vincenzo Vasi collabora attivamente con Vinicio Capossela, dunque nel caso voleste donarvi il regalo di farvi catturare dalla sua arte vi consiglio di partecipare a un loro concerto. Voleste invece saperne di più sulla vita e sulle opere di questo genio contemporaneo vi rimando con gioia all’approfondimento qui sotto e a una serie di lavori che vi permetteranno di conoscerlo meglio.

E con lo slogan che vogliamo rilanciare – Visions make Beauty – il Capitano e lo staff di InstabilMente- contaminazioni d’Arte vi abbracciano e vi danno appuntamento alla prossima Visione.

Rimanete collegati alla Bellezza!

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