LA BELLEZZA DELLA PROTESTA ANTIFRASTICA

Viaggiare è sempre un’incalcolabile felicità: niente potrebbe mai eguagliare quell’attimo di incertezza che ci si lascia dietro le spalle e quel brivido di entusiasmo che si raccoglie come vento sulla propria pelle. Nonostante la burocrazia e i suoi appigli alla pazienza che manca, spostarsi trattiene in sé quel magico sapore di fresco che si sprigiona a poco a poco, con il macinare dei chilometri da fare, già fatti, in corso. Con la premessa del racconto, e sempre con lo stesso spirito ad accompagnarmi, mi sono spinto fino a Peterborough per farmi testimone di un’usanza inglese che ha dell’incredibile e dell’affascinante: la Bonfire Night, anche detta Guy Fawkes Night (tra poche righe vi svelerò perché).

Peterborough è stata una scelta obbligata, ma non totalmente subita: alla chiassosa, seppur meravigliosa, Londra o alle vibranti Oxford, Manchester, Cambridge ho preferito una località che conservasse una particolarità, in sé, che non cedesse tutto alla modernità e alla mescolanza di culture diverse. Qualcosa, insomma, che fosse puramente British.

E veniamo a noi: perché indagare su quest’usanza che non appartiene alla mia cultura? E perché includerla qui nel nostro reportage di Bellezza?

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vista della cattedrale di Peterborough (foto dal web)

La Bonfire night è una celebrazione che ricorre ogni 5 novembre, in Gran Bretagna e in alcune ex colonie inglesi, che affonda le sue radici in un avvenimento storico realmente accaduto nel lontano 1606. Protagonista è proprio Guy Fawkes, che dà il nome alla vicenda, che insieme a un gruppo di rivoluzionari tentò di fare esplodere il Parlamento inglese. Tentò, come avete letto bene, perché lo sventurato venne colto in flagrante mentre era alle prese con la polvere da sparo e condannato a morte in pubblica esecuzione. Sua Maestà il Re, consapevole che la lezione data al popolo sarebbe stata presto dimenticata, incaricò i suoi servitori di inventare un sermone che potesse sopravvivere alla tirannia del tempo. E così fu: la filastrocca creata diede inizio a una cantilena che tutt’oggi, ogni 5 novembre, accompagna la celebrazione della Bonfire night.

Eccone l’estratto principale:

Remember, remember the fifth of November,
Gunpowder treason and plot.
We see no reason
Why gunpowder treason
Should ever be forgot!

[…]

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Guy Fawkes

Da allora, come commemorazione del complotto delle Polveri (così chiamato storicamente), è usanza comune  appiccare fuoco a un fantoccio raffigurante Guy Fawkes (nell’immagine che vedete a lato) in onore del rogo che lo punì. Ad oggi questa tradizione include in sé veri e propri spettacoli pirotecnici, sia nelle maggiori piazze che in privato, che si accompagnano alla consumazione di mele caramellate, hot dogs, alcolici di ogni sorta (siamo pur sempre nel Regno Unito). Ma non ho ancora risposto alla domanda, lo so bene: perché andare alla scoperta di questa festa? In fondo anche noi italiani abbiamo un’usanza simile, anche noi bruciamo un fantoccio dalle sembianze umane, per scongiurare i malanni della stagione invernale e invocare la fertilità della primavera, cos’è che mi affascinava tanto di questa tradizione? Beh, anche per rispondere a questa domanda bisogna fare un saltino indietro.

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Una scena del film “V per Vendetta”

Nel 2005 James McTeigue realizzò un film destinato a diventare campione di incassi e film culto di un’intera generazione: V per vendetta. Ispirato dai fatti che vi ho appena raccontato, il protagonista del film indossa la maschera di Guy Fawkes e lotta contro l’oppressione di un futuro regime totalitario britannico denunciandone la corruzione, l’ipocrisia della morale religiosa e il ricorso alla paura per tenere sotto controllo il popolo. Con i suoi gesti e le sue parole, nel finale del film scopriamo che il Parlamento inglese viene bruciato, distruggendo così un governo dittatoriale e dispotico. La maschera utilizzata nel film è diventata in breve tempo un simbolo globale di protesta contro ogni forma di annullamento delle libertà individuali e sociali, e ogni anno, nella capitale inglese, centinaia di manifestanti protestano contro il Governo rivendicando diritti e libertà non rispettati del tutto. Dal carovita al nazionalismo esasperato, passando dai privilegi della classe politica, i motivi per protestare non mancano di certo e partendo dall’Inghilterra il marchio del volto di Guy Fawkes è diventato mondiale, tanto da ispirare il logo del gruppo di hacker/attivisti politici Anonymous.

Cos’ha a che fare tutto questo con la Bellezza?
Ci viene in soccorso una parola, in questo caso: antifrasi.
L’antifrasi è, come ci ricorda Wikipedia,  una figura retorica per cui il significato di una parola, di un sintagma o di una frase risulta opposto a quello che assume normalmente. Venne utilizzata, ad esempio, dal nostro scrittore Giuseppe Parini ne Il giorno, in cui – per criticare gli spudorati privilegi della classe nobile settecentesca – il poeta finge di fornire precetti utili al giovane nobile, affinché non sciupi troppo il suo fisico e la sua mente.
Ed è proprio questa la chiave di volta che mi ha spinto a rendermi partecipe di questa celebrazione: bruciando il fantoccio di Guy Fawkes molti bruciano il Governo col pensiero, lo maledicono, lo incolpano, rinnovano il loro rancore. A chiunque chiedessi cosa ne pensasse di Guy Fawkes mi giungeva sempre la solita risposta: peccato non l’abbia bruciato sul serio, il Parlamento! Ho avuto l’impressione, riunito al gelo guardando i fuochi d’artificio sprizzare nel cielo nero pece, che le persone incanalassero in quell’esplosione non certo il loro odio ribadito nei confronti del cospiratore, bensì la loro amara speranza tradita di non vedere un cambiamento effettivo nella società, quasi a esorcizzare una bomba che non si innesca del tutto e che lascia in vita le gerarchie, le ingiustizie, il male.

Ho trovato molto bello, quest’escamotage, quest’ispirazione, questo desiderio rovesciato in obbedienza. Ho pensato regalasse una nuova prospettiva di pensiero riguardo la protesta, quella intelligente, quella che rende il nostro vivere un rimanere doverosamente in piedi e vigili.

Se non vi fidate di tutto ciò vi consiglio di cuore la visione di un film-documentario che trovo straordinario, sulla potenza meravigliosa della protesta e del diritto alla lotta.

Di seguito vi posto un filmato che mostra le proteste di manifestanti durante i festeggiamenti della Bonfire Night.

Per ora… baci dal Capitano e dal team di Instabilmentecontaminazionidarte. E sempre: Visions make Beauty!

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