La Bellezza dei cavallucci marini

Considero l’amicizia un dono fondamentale per la vita ordinaria di tutti noi: non credo vi stupirete troppo, dunque, se come augurio di buon anno e in nome dell’amicizia che mi lega al mio collega e amico Senex, questa visione sarà parallela alla sua rubrica dedicata alle meraviglie presenti nel mondo reale e riscontrabili in natura (in risposta all’uscita prossima del film Fantastic Beasts and Where To Find Them di J. K. Rowling tratto dall’omonimo libro) dal titolo Fantastic beasts. Una sorta di omaggio che rispecchia a pieno la filosofia di questo blog.

Vi parlerò dunque di un’anomalia presente nel Regno animale, tanto divertente quanto interessante. Quanti di voi si sono soffermati a guardare l’immagine di due ippocampi formare un cuore, raddolciti dalla tenerezza che tanta naturalezza regalava? Ecco, oggi vi parlerò esattamente di quello.

I cavallucci marini hanno una caratteristica unica, una vera e propria rarità in natura: a partorire non sono le femmine, bensì gli esemplari maschi. A loro, infatti, spetta il delicato e complicato compito di portare avanti una gestazione che può portare alla nascita di ben 1.000 ippocampi, dopo un periodo di gestazione che solitamente dura dai 14 ai 28 giorni (varia a seconda della specie). La fertilità maschile in questione ha dell’incredibile: è possibile che un individuo maschio, dopo aver partorito all’alba, sia di nuovo pronto all’accoppiamento al tramonto. Un vero e proprio prodigio!

Tuttavia, la vera Visione che mi ha spinto a raccontarvi tutto ciò risiede in due filmati sorprendenti che documentano due passaggi fondamentali della vita amorosa dei cavallucci marini: la danza seduttiva e il parto del genitore maschio. Sì, perché il rituale ha inizio proprio con una danza che può durare giorni in cui i due partner nuotano in sintonia per ore, l’uno di fronte all’altra intrecciando necessariamente le code. La ragione scientifica di questo romanticismo trova risposta nella necessità di allineare l’ovopositore della femmina con la tasca di incubazione che il maschio possiede proprio sul ventre.

Ad oggi, purtroppo, a causa dell’inquinamento fluviale e costiero, la specie è stata dichiarata a rischio di estinzione. Non solo: utilizzati come souvenir o per supposte proprietà farmacologiche in Asia, ogni anno il Pianeta perde 25 milioni di esemplari. Fortunatamente i cavallucci marini si danno un gran da fare, in termini di prolificità: con la riduzione dell’inquinamento e la salvaguardia della biodiversità, la nostra specie potrebbe conservare e proteggere questa poesia della natura.

Per salutarci vi lascio con i due filmati menzionati e augurandovi ancora quanto di più affine alla vostra felicità possa esistere, io e lo staff di InstabilMente-contaminazioni d’Arte vi abbracciamo e vi invitiamo a continuare a curiosare qui nel blog per le prossime Visioni e, qualora non l’aveste già fatto, ad ascoltare e a condividere il podcast Visions make Beauty.

 

Il Capitano

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