La Bellezza di Henry Dagg (e delle sue invenzioni strampalate)

Bentornati al nostro spazio dedicato alle Visioni che creano Bellezza nel mondo!

Durante la nostra scorsa escursione  ci eravamo soffermati su Steve Casino, un artista che ricava dai gusci delle noccioline ritratti fedeli di artisti e di persone comuni. Questa volta, per non essere da meno e per proseguire con il nostro file rouge di creatività estroversa, ho scelto di mostrarvi il talento di un uomo che davvero potrebbe essere scambiato per il personaggio di un romanzo. Vedete, ne La schiuma dei giorni il protagonista Colin inventava un pianoforte capace di creare, a seconda della melodia che veniva suonata, cocktail che variavano per colore, ingredienti e gradazione alcolica; in Castelli di rabbia, invece, Baricco immaginava l’umanofono, una sorta di organo in cui però al posto delle canne c’erano delle persone e in cui ogni persona emetteva una nota e una sola: la sua personale. L’artista in questione, bizzarro ma vero, si è inventato qualcosa di molto simile e ha lasciato tutti a bocca aperta. Letteralmente.

Ma di chi stiamo parlando? Beh, di Henry Dagg, tecnico del suono che lavora presso la BBC e che ha all’attivo due delle invenzioni più stravaganti della storia della musica. Il primo strumento musicale, chiamato Sharpsichord, è un ibrido tra un’arpa e un carillon formato da 46 corde connesse a cilindri inizialmente designato per la English folk dance and song society come strumento interattivo da esibire ai visitatori della Cecil sharp house e poi divenuto strumento musicale a tutti gli effetti nell’album Biophilia della cantate islandese Björk, precisamente nella traccia Sacrifice (la potete ascoltare cliccandoci sopra). Potrete comprendere effettivamente la portata di questo strumento guardando questo breve video.

Ma Henry Dagg non ha certo frenato la sua galoppante fantasia! Rifacendosi all’antica leggenda riguardante la misteriosa esistenza di un organo formato da gatti, contenuta nel tomo Musiciana, extraits d’ouvrages rare ou bizarre (se riuscite, leggetelo: è divertentissimo!) pubblicato dallo scrittore francese Jean-Baptiste Weckerlin, ha inventato e suonato un pianoforte composto da… una sequenza di gattini giocattolo! E gli effetti sono stati veramente memorabili: chiamato a intrattenere il pubblico presente al party in giardino eco friendly organizzato da Carlo, Principe del Galles e dalla Duchessa di Cornovaglia Camilla Shand, Henry Dagg si è lanciato in una performance che ha letteralmente fatto piangere Sua Maestà, completamente incapace di resistere a un frenetico attacco di ridarella (Qui la fonte, in inglese). L’episodio ha fatto in breve il giro del mondo, ma lo strumento è rimasto e nella sua amorevole eccentricità è stato ancora suonato dal nostro eroe. Date un’occhiata a questo video.

Nel regno della Musica cucita come abito di sartoria l’originalità birichina di Henry è un’ancora rassicurante. Spero me ne darete conferma e per noi c’è solo un modo di saperlo: scrivetecelo nei commenti!

Il Capitano e il team di Instabilmente-contaminazioni d’Arte vi abbracciano e vi invitano a non perdervi le prossime Visioni e a seguire il podcast che sta andando in onda.

Ah, quasi dimenticavo: se vi state ancora chiedendo cosa c’entrasse la citazione del romanzo di Baricco, di seguito trovate l’assonanza. Isn’t he lovely?

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